Gregorio ha 18 anni, ma il suo rapporto con la tecnologia è iniziato molto prima. Fin da bambino ha vissuto il mondo digitale non come semplice intrattenimento, ma come spazio creativo, professionale e imprenditoriale. A 9 anni ha iniziato a sviluppare videogiochi su Roblox, imparando da solo, sperimentando, sbagliando, conoscendo persone nuove e avvicinandosi a un settore che, per molti, sembrava solo un gioco, ma che per lui rappresentava già un’opportunità concreta di crescita.
Quei primi anni sono stati fondamentali. Roblox gli ha permesso di capire cosa significa costruire esperienze per altre persone, pensare a un pubblico, creare ambienti digitali, lavorare su meccaniche di gioco e confrontarsi con community reali. Non era solo programmazione. Era comunicazione, design, comportamento umano e capacità di trasformare un’idea in qualcosa che le persone potessero vivere.
A 11 anni Gregorio ha iniziato a lavorare anche su Rec Room. All’inizio creava giochi senza alcun guadagno, spinto principalmente dalla passione e dal desiderio artistico. Costruiva perché gli piaceva farlo, perché ogni progetto era un modo per esprimere un’idea, sperimentare una tecnologia e dare forma alla propria immaginazione. In quella fase, il valore principale era il piacere della creazione.
Con il tempo, però, il percorso è cambiato. A 13 anni Gregorio ha iniziato a intraprendere una strada più imprenditoriale su Rec Room, creando videogiochi con obiettivi economici e commerciali. Questo passaggio ha modificato profondamente il suo modo di guardare al lavoro creativo. Prima il punto centrale era ciò che piaceva a lui. Entrando nel mondo imprenditoriale, ha dovuto imparare una lezione più difficile: non basta creare ciò che piace al fondatore, bisogna capire cosa cerca il mercato.
È stato un cambiamento mentale importante. Passare dalla pura passione alla logica del mercato richiede tempo, disciplina e capacità di ascolto. Significa osservare le tendenze, capire cosa funziona, leggere il comportamento degli utenti e adattare le proprie idee senza perdere identità. Gregorio racconta che ci sono voluti anni per uscire dalla mentalità iniziale, ma grazie anche al confronto con amici, collaboratori e persone conosciute sulla piattaforma, ha iniziato a sviluppare un approccio più maturo, strategico e imprenditoriale.
Uno dei progetti più importanti di quel periodo fu TheSpeedingWall, un gioco che diventò molto rilevante sulla piattaforma e gli permise di entrare in contatto con collaborazioni più strutturate. Da lì Gregorio iniziò a lavorare con studi videoludici presenti su Rec Room, entrando in ambienti sempre più professionali e competitivi.
Tra le esperienze più significative ci fu la collaborazione con HKR Studios, uno degli studi più grandi della piattaforma, gestito da HKR, figura molto influente nell’ecosistema di Rec Room. Lavorare con uno studio di quel livello per oltre un anno permise a Gregorio di comprendere meglio il funzionamento di una produzione digitale organizzata: gestione dei progetti, collaborazione con team, ritmo di sviluppo, aspettative del pubblico e responsabilità legate a prodotti seguiti da molte persone.
Dopo quell’esperienza, Gregorio fondò SGARRO Productions, uno studio videoludico costruito con una visione molto chiara: creare giochi capaci di seguire le tendenze del momento, parlare a un pubblico giovane e utilizzare tecnologie avanzate, spesso mai viste prima sulla piattaforma. Con il tempo, Gregorio diventò conosciuto proprio per questa capacità: portare innovazione dentro Rec Room, sperimentando sistemi nuovi e soluzioni tecniche fuori dallo standard.
Con SGARRO Productions realizzò tre giochi molto virali prima di chiudere definitivamente il capitolo Rec Room a causa di diverse circostanze. Tra i progetti e gli studi coinvolti, il percorso generò risultati economici molto importanti, arrivando a superare complessivamente i 3 milioni di euro di guadagni netti distribuiti nell’ecosistema della piattaforma. Al di là del numero, ciò che conta davvero è il tipo di esperienza costruita: Gregorio non aveva semplicemente creato giochi, aveva imparato a trasformare creatività, tecnologia e mercato in un sistema di lavoro reale.
Dopo Rec Room, decise di esplorare nuove strade. Tornò con maggiore forza su Roblox, lavorando con diversi studi, collaborando in freelance e creando nuovi giochi. In questo periodo fondò White Dreams Games, uno studio videoludico su Roblox che ottenne visibilità grazie alla pubblicazione di Wall Shrinking Showdown. Il progetto portò anche a un’intervista con Roblox Italia e alla creazione di un evento nazionale in collaborazione con Roblox, confermando ancora una volta la capacità di Gregorio di costruire progetti digitali capaci di generare attenzione, community e movimento.
Negli anni successivi, Gregorio continuò a crescere nello sviluppo di strumenti e sistemi pensati per assistere altri sviluppatori sulle piattaforme digitali. Non si limitava più a creare giochi, ma iniziava a costruire strumenti, processi e soluzioni utili ad altri creatori. Questo passaggio è importante, perché mostra una maturazione professionale: da sviluppatore di esperienze a costruttore di infrastrutture creative.
Successivamente Gregorio entrò in Astrocade AI come community manager. In quel ruolo si occupò di server Discord, eventi per creatori, gestione dello staff, crescita della community e supporto allo sviluppo del brand aziendale. Fu un’esperienza diversa rispetto al mondo dei videogiochi, ma allo stesso tempo molto collegata: anche qui erano fondamentali la gestione delle persone, la comunicazione, la tecnologia, l’organizzazione e la capacità di far crescere un ecosistema intorno a un prodotto.
Durante il periodo in cui lavorò con Astrocade AI, l’azienda raggiunse una fase di forte esposizione e crescita, arrivando a ricevere investimenti molto importanti, anche da realtà di primo piano come NVIDIA e altri soggetti del settore tecnologico. Per Gregorio fu un’ulteriore conferma di quanto il mondo dell’intelligenza artificiale e della creatività digitale fosse destinato a cambiare il modo in cui le persone costruiscono contenuti, esperienze e imprese.
Un aspetto importante del percorso di Gregorio è il contesto internazionale in cui ha lavorato. Gran parte della sua esperienza professionale si è sviluppata principalmente con aziende americane, ambienti digitali molto competitivi e team abituati a ragionare con standard elevati, velocità operativa e mentalità orientata al risultato. Questo ha influenzato profondamente il suo modo di lavorare: meno improvvisazione, più strategia; meno estetica fine a sé stessa, più attenzione al valore concreto che un contenuto può generare per un brand, un progetto o un’attività.
Dopo circa un anno e mezzo, Gregorio decise di cambiare percorso e tornare a concentrarsi sulle proprie attività. Prima, però, contribuì a uno dei progetti italiani più importanti nel campo dell’innovazione: Think Move Control, un progetto che ottenne il primo premio mondiale alla BYSCC per l’intelligenza artificiale. Anche questa esperienza rafforzò una convinzione centrale: la tecnologia non deve essere solo complessa o distante, ma può diventare uno strumento concreto per migliorare la vita delle persone, creare nuove possibilità e rendere accessibili soluzioni prima impensabili.
Da questo insieme di esperienze nasce il Gruppo Fotografico Curello.
All’inizio l’idea poteva sembrare quella di un semplice studio fotografico, ma in realtà il progetto aveva basi molto più ampie. Gregorio non voleva creare solo un servizio fotografico tradizionale. Voleva costruire uno studio moderno, capace di unire fotografia, videografia, marketing digitale, intelligenza artificiale, comunicazione, gestione social e tecnologia. Tutto ciò che aveva imparato negli anni nel mondo digitale poteva finalmente essere portato dentro un servizio concreto, utile ad aziende, attività locali, professionisti, famiglie e privati.
Il Gruppo Fotografico Curello nasce quindi con una missione precisa: rendere la fotografia e la videografia professionale più accessibili, più moderne e più semplici da comprendere. Non un servizio distante, complicato o riservato solo a grandi aziende, ma uno strumento che può accompagnare chiunque voglia comunicare meglio, raccontare un momento importante o far crescere la propria attività.
Con il tempo, quello che era nato come studio fotografico si è ampliato, diventando una realtà orientata anche al marketing digitale. Oggi il progetto guarda alla fotografia a 360 gradi: servizi per aziende, contenuti per social media, shooting per privati, eventi, video, comunicazione visiva, identità digitale e supporto alla presenza online.
La visione di Gregorio è chiara: una foto non deve essere solo bella. Deve servire. Deve raccontare, posizionare, comunicare, vendere, emozionare o conservare un ricordo. Ogni immagine deve avere uno scopo, proprio come ogni videogioco, ogni community e ogni progetto digitale costruito negli anni aveva bisogno di una strategia, di un pubblico e di una direzione.
Questa mentalità rende il Gruppo Fotografico Curello diverso da uno studio tradizionale. Dietro ogni servizio non c’è soltanto la tecnica fotografica, ma anche una visione tecnologica e imprenditoriale. C’è la capacità di capire il mercato, leggere le tendenze, usare strumenti moderni e costruire contenuti pensati per funzionare nel mondo reale, online e offline.
Per Gregorio, la fotografia professionale deve poter accompagnare le persone senza complicazioni. Deve essere chiara, accessibile e utile. Un’azienda deve poter avere contenuti di qualità per presentarsi meglio. Un ristorante deve poter mostrare i propri piatti in modo professionale. Un hotel deve poter valorizzare le proprie camere. Una coppia deve poter conservare un momento importante. Una famiglia deve poter avere ricordi curati. Un’attività locale deve poter competere online con immagini forti, moderne e coerenti.
Il percorso di Gregorio Antonio Curello dimostra che la fotografia, oggi, non vive più separata dalla tecnologia. Le immagini sono parte della comunicazione digitale, del marketing, della reputazione online e dell’identità di un brand. Per questo il Gruppo Fotografico Curello non nasce solo da una passione per la fotografia, ma da anni di esperienza nel costruire mondi digitali, community, prodotti, sistemi e contenuti capaci di attirare attenzione.
Dai primi giochi creati a 9 anni fino alla fondazione di uno studio fotografico avanzato, la storia di Gregorio è una storia di evoluzione. Una storia fatta di cambiamenti, errori, collaborazioni, risultati, studio, tecnologia e visione. Ma soprattutto è la storia di una persona che ha imparato a trasformare la creatività in qualcosa di concreto.
Il Gruppo Fotografico Curello rappresenta oggi questa evoluzione: uno studio nato in Calabria, ma costruito con una mentalità moderna, ambiziosa e internazionale. Un progetto che vuole superare il modo tradizionale di intendere la fotografia, portando alle aziende e alle persone un servizio più completo, più semplice e più vicino alle esigenze del presente.
Perché il futuro della fotografia non è solo scattare immagini. È saperle usare per raccontare meglio chi siamo, cosa facciamo e quale valore vogliamo lasciare.